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ESPERIENZE

Arte e cultura

MELFI, VULTURE, BASILICATA

Terre d’Incanto

Antica capitale del regno normanno. Terra di confine fiera e austera.
A due passi da tutto.

In una terra così ricca di testimonianze storiche e archeologiche, l’antico è una presenza intensa, che si sente e si respira. Forse anche per questo, il silenzio e la contemplazione del paesaggio assumono in questo luogo una valenza profonda e subliminale.

In questi luoghi nacque il poeta latino Orazio ed il grande madrigalista Gesualdo da Venosa. Qui Federico II di Svevia ha lasciato testimonianze indelebili del suo amore e nel castello di Melfi, nel 1231, promulgò le Constitutiones Augustales, che avrebbero rivoluzionato l’impianto giuridico del tempo fino all’epoca moderna.
Melfi è stata sede di 5 concili papali, nel terzo del 1089 indetto da Papa Urbano II fu bandita la prima crociata in Terra Santa.

Terra di re, poeti e papi, ma anche terra di briganti, che dopo l’unità d’Italia rappresentarono l’unica speranza di riscatto per i contadini.

Ma anche terra di tesori agroalimentari: dalle sorgenti di acque minerali, al potente aglianico del Vulture; dal pecorino di Filiano al Marroncino di Melfi (una castagna pregiata); dai salumi ai prodotti da forno.

Qui sopravvivono antiche tradizioni e sapori altrove dimenticati.

Cosa visitare

  • Il Mondo di Federico II e i suoi Castelli: MELFI – VENOSA – LAGOPESOLE visite guidate nei Castelli più belli del Vulture Melfese
  • Venosa: visita del Museo Nazionale e visita al Parco Archeologico dell’Imcompiuta
  • Matera: Patrimonio dell’Unesco
  • La settimana Santa a Barile: paese vicino a Melfi si svolge la rappresentazione legata al dramma sacro della Passione di Cristo, per le vie del paese. La Via Crucis.
INDIETRO NEL TEMPO

A spasso nella storia

Il suggestivo borgo medievale della Città di Melfi, circondato da circa 4 chilometri di mura, rappresenta dal punto di vista monumentale e storico un esempio più unico che raro per il meridione d’Italia.

Vale la pena scoprirlo a piedi, girando e rigirando senza meta. Senza obiettivi, se non quello di salire, scendere, sostare, osservare, chiudere gli occhi. Vicoli, muretti, cortili, panni stesi, antri che ragalano squarci di vita vissuta.

E poi salire, salire ancora fino ad incontrare il maestoso castello normanno-svevo: un sogno fatto di pietra, luce e magia.
All‘interno l’importante Museo Archeologico Nazionale del Melfese che custodisce preziosi reperti del VII-III secolo avanti Cristo, oltre al Sarcofago di Rapolla, stupenda opera della seconda metà del II secolo proveniente dall’Asia Minore.

Scendendo dal castello, vale la pena una visita al Duomo dell’XI secolo con la facciata barocca rifatta nel 1723.
All’interno numerose tele del seicento, altari barocchi finemente intagliati e un bellissimo affresco del XIII secolo raffigurante una Madonna col Bambino nel braccio sinistro del transetto, da cui si accede al bel coro rinascimentale.

Suggestivo ed imponente il campanile normanno del 1153, alto 50 metri e dalla cui sommità è possibile ammirare un paesaggio spettacolare.

In Piazza Duomo c’è il Palazzo Vescovile. Al suo interno il Museo Diocesano. La vasta raccolta permanente presenta al piano terra oggetti di carattere liturgico (suppellettili, vasellame in argento e paramenti); al piano nobile le eleganti sale con affreschi settecenteschi e originari elementi d’arredo fanno da cornice a opere pittoriche, argenti e reliquiari in legno dorato e policromo.

A due passi da Piazza Duomo c’è il Museo Civico di Palazzo Donadoni che ospita le opere dello scultore melfitano Poppa, una importante collezioni di dipinti del settecento e affreschi provenienti dalle Chiese rupestri del territorio di Melfi. Da Piazza Duomo, scendendo per Corso Garibaldi, si incontra la Porta Venosina con la sua caratteristica forma ogivale, l’unica delle sei porte di accesso alla città che può essere ammirata in buono stato, risalente al periodo svevo.

Appena fuori città, la meravigliosa Cripta di S. Margherita, una cappella rupestre scavata nel tufo vulcanico, risalente al XIII secolo. Custodisce pregevoli affreschi di santi raffigurati in stile bizantino e in stile catalano, la vita ed il martirio di S. Margherita e il famoso “Monito dei morti” che sembra raffiguri l’imperatore Federico II di Svevia in abiti da falconiere con la sua famiglia.

Poco distante un altro gioiello: la Chiesa rupestre di Santa Lucia. All’interno dipinti del XIII secolo raffiguranti scene di vita della santa, oltra ad una Madonna col Bambino seduta su uno trono ricco di mosaici, in tipico stile bizantino.

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